L’innovazione prospera alle falde dell’Etna
Imprese locali e microaziende collegate all’Hi-Tech. Il fenomeno dell’Etna Valley rilancia la new economy catanese.
Un distretto tecnologico in evoluzione dal 1997. 200 le imprese locali, oltre 1.000 le microaziende collegate all’ hi-tech (semiconduttori, biotecnologie, chip, software, servizi di connettività) e 23 le multinazionali. 60 le nuove aziende nate nel 2004, 8.000 gli addetti complessivi.
Questi i numeri del distretto dell’alta tecnologia che si estende in tutta la zona alle falde dell’Etna, noto anche come “Etna Valley”. Questa la dimostrazione che la città di Catania e la sua provincia si configurano come teatro privilegiato della svolta tecnologico-sociale del terzo millennio, quella costituita dall’industria e da tutti i servizi correlati alle prosperose nuove tecnologie dell’informatica, della telematica e delle telecomunicazioni. L’obiettivo è quello di “consorziare” le attività IT del Polo Tecnologico del catanese, con particolare attenzione alle microaziende fortemente innovative e competitive.
Molti gli attori che hanno contribuito e creduto in questo Polo.
La Pubblica Amministrazione, innanzitutto, che ha colto così importanti opportunità di sviluppo del lavoro della regione. Gli impiegati nella new economy, il 10% della forza lavoro catanese, stanno, infatti, aumentando notevolmente. Ben 5.000 i nuovi posti di lavoro creati nell’ultimo anno.
L'Università, che ha impiantato uno tra i più importanti centri di ricerca per l’alta tecnologia in Europa e ha incrementato l’incontro tra ateneo e mondo del lavoro offrendo progetti validi di formazione per i giovani: un potente anello di congiuntura con altre realtà esterne.
La Comunità Europea, che appoggia iniziative simili attraverso incentivi e finanziamenti, dando l’impulso alle unità territoriali a fare di più, a credere nelle potenzialità del territorio.
Il Sud fa la differenza e può essere sfruttato maggiormente anche in termini di costi. Un recente studio, condotto da Kpmg, mostra l’area catanese tra le più convenienti d’Europa, calamitando su di sé l’attenzione degli investitori.
Le esperienze della lontana Silicon Valley, dell’Orange Caunty (U.S.A.), di Tsukuba (Giappone), sono esempi che si caratterizzano per l’elevata capacità di evoluzione di offerta dell’area, per gli elevati investimenti, per la libera circolazione di capitali e delle risorse umane, facilitando il processo di specializzazione degli operatori. L’organizzazione si allontana sempre più da una ripartizione tecnico-produttiva, abbracciando nuove strutture più innovative che vanno verso un lavoro strategico, finanziario, scientifico, sinergico. Parzialmente, l’Etna Valley conferma tali modelli.
Risorse umane qualificate, costo della forza lavoro competitivo, politiche di incentivazione degli investimenti e impegno sul fronte della ricerca: questi gli ingredienti che hanno innescato il circolo virtuoso in cui è cresciuta l’Etna Valley.